La parte iniziale: MIGNANEGO E I GIOVI

 

Come già accennato, l'attuale plastico, è quello a suo tempo costruito da Pier Giorgio Percivale, almeno per la parte in vista della zona della stazione di Mignanego.
Ciò che si trova sotto la “pelle” costituita dall'armamento “allo scoperto” e dal paesaggio, è stato completamente rifatto per avere una struttura solida e duratura. Il plastico non era sostenuto da una struttura organicamente concepita, ma da un'insieme di sostegni eterogenei.

Si è pertanto provveduto alla costruzione di una struttura che fosse adatta a sostenere adeguatamente il plastico ma che, nel contempo, permettesse l'eventuale trasferimento del medesimo, senza rischiarne la distruzione.
Si è così optato per la realizzazione di sei moduli della lunghezza di m 2,00 ciascuno uniti tra loro mediante bulloni passanti, proteggendo il legno con piastre metalliche di mm 100 x 80.
Ogni telaio è costruito con compensato di pioppo dello spessore di mm 15 e dell'altezza di mm 100; all'interno sono poste due controventature realizzate con stesso materiale e misure. Per contrastare i disassamenti, agli angoli sono fissati, mediante colla vinilica, “fazzoletti” di compensato da mm 5 aventi forma di triangolo rettangolo/isoscele con cateti lunghi mm 100, posti sul lato inferiore.
Il tutto è sostenuto da gambe metalliche costituite spezzoni di normali angolari per scaffalature, saldati a piastre, a loro volta fissate al telaio mediante bulloni passanti e contropiastra dalla parte opposta.
L'armamento ed il paesaggio sono predisposti per essere rapidamente separati in due semitelai (composti ognuno da tre elementi modulari). All'occorrenza, il paesaggio e l'armamento, possono essere tagliati in modo da consentire lo spostamento senza pericolo di distruzione o grandi danneggiamenti.
L'armamento è tutto Roco cod. 83. Palificazione, catenaria (limitata alle aree visibili), ed impianto di segnalamento sono MA - IL TRENO.
Per quanto riguarda la parte relativa ai fabbricati, sono per metà di origine commerciale, mentre altri “tipici” della zona, sono stati costruiti manualmente utilizzando compensato di vario spessore (per la maggior parte quello di spessore 5 mm), cartone, cartoncino vario, colla vinilica e altro materiale di basso costo alla portata di tutti.
Il “casello del genoano”, chiamato così per via di una bandiera rosso-blu a forma di cuore, il casello diroccato, la sottostazione di Mignanego, alcune case site allo sbocco della galleria dei Giovi e soprattutto il borgo di Pile, situato sotto al ponte in mattoni, sono alcuni esempi di fabbricati costruiti manualmente.
Un'altra chicca del plastico è la chiesa dei Giovi, posizionata appositamente in modo non corretto, per valorizzarne la facciata principale.